
27 Dic Martedì 12 Gennaio | OP. “NEPTUNE SPEAR”
Serata cooperativa con il clan Francese “The A-TEAM“ [ATM]
Operation “NEPTUNE SPEAR“
In seguito all’occupazione di Altis da parte dell’esercito russo, arrivata dopo una lunga e logorante guerra durata 3 anni, per l’approvvigionamento di nuove fonti energetiche, che ha visto sconfitto ed annientato l’esercito AAF della difesa nazionale, l’isola si è ridotta pressochè ad un cumulo di macerie. La popolazione rimasta, vive in condizioni disastrose, i superstiti dell’esercito AAF insieme ad alcuni civili coraggiosi si sono uniti in piccoli gruppi di insorti, cercando sporadicamente e con armamenti precari di imbastire piccoli attacchi ed imboscate alle truppe russe, nel tentativo di infliggere danni ai loro insediamenti, spesso però tali attacchi si sono rivelati poco efficaci scaturendo inoltre delle vere e proprie azioni di rastrellamento da parte dei russi tra i
villaggi della popolazione civile mietendo a scopo intimidatorio centinaia di vite tra civili indifesi.
Le forze della coalizione non vogliono più restare a guardare, in seguito ad un consiglio straordinario è stato deciso un intervento bellico a supporto della popolazione di Altis per restituirla ai legittimi proprietari. Una nostra LHD con circa 40 uomini a bordo è già nei pressi dell’arcipelago in attesa di un’eventuale intervento tattico. Dai dati raccolti dalle numerose ricognizioni dei nostri droni sull’isola, è emerso che il punto più vulnerabile per una possibile invasione alleata riguarderebbe il lato sud-est, precisamente dalla baia di “Mazi” che porta alle città di “Feres” e “Selakano”. Dalle foto scattate dai nostri aerei spia, si è potuto osservare che il nemico dispone di uno scarso numero di difese nell’area, facilmente penetrabili sia da un attacco frontale che da eventuali operazioni di sabotaggio dietro le linee nemiche. Un piccolo imprevisto purtroppo è sorto negli ultimi giorni di preparazione del piano di sbarco che riguarderebbe proprio la spiaggia di “Mazi”.Alcune fonti locali ci hanno informato che la zona circostante la baia, è stata disseminata di mine antiuomo e anticarro alimentate elettricamente. Questo nuovo sistema di difesa, soprannominato “drawbridge” è stato concepito recentemente dai russi ed applicato oggi per la prima volta nella storia. Il suo funzionamento simulerebbe un sistema a diga, che tramite controllo remoto, consentirebbe loro disattivare i campi minati, lasciando piena libertà di movimento ai russi durante operazioni logistiche e militari sulla zona, e di riattivarlo a scopo difensivo contro l’intrusione di truppe o veicoli ostili quando necessario. La buona notizia però che le stesse fonti ci hanno fatto giungere, è che la centrale elettrica che alimenta il sistema è la stessa che alimenta l’aeroporto, già indicata tra i nostri obiettivi.
A questo punto il piano ha preso forma e la nostra LHD ha ricevuto l’ordine di portarsi a largo della baia e rendersi disponibile ad un probabile intervento tattico, impiegando diversi reparti degli USMC che interverranno da più lati, dando inizio ad un’offensiva per la conquista di alcuni punti sensibili.